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Apr122010

No all'aumento della durata del mandato per Rettore e Presidi! Difendiamo la democrazia dentro l'università!
I Giovani comunisti di Trapani e Palermo esprimono profondo dissenso verso la bozza di modifica dello Statuto dell'Università di Palermo approvata dal Senato accademico : essa contiene il prolungamento del mandato del Rettore e dei Presidi delle Facoltà. La norma si applicherebbe da subito agli attuali titolari delle cariche.
 Riteniamo che essa sia sbagliata perché risponde a disegni di accentramento delle decisioni nelle mani dei vertici delle istituzioni accademiche, presenti nel ddl 1905 per ora in discussione al Parlamento, il quale svuota i poteri del Senato accademico a vantaggio del Consiglio di Amministrazione ( composto per almeno il 40% da persone esterne all'università, cioè facenti riferimenti agli enti privati finanziatori), del Rettore e del Direttore Amministrativo e riduce il numero dei componenti e le prerogative dei Consigli di Facoltà.
Auspichiamo che i Consigli di Facoltà dell'ateneo palermitano esprimano parere negativo. 
Invitiamo inoltre tutte le componenti dell'ateneo, in primo luogo le studentesse e gli studenti, a mobilitarsi per difendere l'università pubblica, sia per quanto riguarda la qualità della didattica e il suo carattere di massa, sia per ciò che concerne la vita democratica interna.

Giovani Comunisti Trapani e Palermo

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Feb282010

Aggressione ai Gc di Castelvetrano
Nel pomeriggio del 27 Febbraio 2010,nella P.zza Matteotti di Castelvetrano, mentre i / le GC lavoravano attivamente alla raccolta firme a sostegno degli agricoltori,alcuni ragazzi si avvicinavano al gazebo palesando e mettendo in atto intenzioni aggressive e intolleranti nei confronti del portavoce dei GC locali,Gabriele De Biase. L’episodio dimostra nella sua tipologia non solo la scarsa cultura democratica di alcuni giovani castelvetranesi,che considerata l'immagine esibita sulla maglietta,ritengono il " padrino" un mito da emulare,ma la carica di violenza nei confronti di una parte sana della nostra città. I gesti provocatori non ci fanno paura, né tantomeno ci fanno arretrare di un passo,continueremo nel nostro lavoro di contrasto alle mafie. 

Il 13 Marzo banchetto, nello stesso luogo, in solidarietà dei Gc di Castelvetrano!

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Feb272010

Morte Francesco Magro
Francesco Magro non è riuscito a vincere la sua battaglia contro per la vita. A 25 anni è morto divenendo l’ennesima vittima del lavoro, allungando il numero di quelle che chiamano morti bianche. Quelle che altro non sono se non il frutto di tragica superficialità e del non rispetto delle norme più elementari di sicurezza. Quelle che altro non sono se non il frutto dell’approfittarsi del bisogno di lavorare; per “campare” la famiglia, per portare la fidanzata a mangiare una pizza, per comprarsi un maglione o un jeans senza dipendere dai genitori. Francesco probabilmente cercava di fare una o tutte queste cose. Adesso lascia un vuoto incolmabile nei cuori dei suoi cari, ma anche di tutti coloro che, come noi, inascoltati, continuiamo a dire “BASTA MORTI BIANCHE”, continuando a sperare invano che questa morte ingiusta sia l’ultima da annoverare. 
La Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista esprime ai familiari di Francesco, il più profondo dolore e cordoglio per questa giovane vita spezzata e auspica che i responsabili vengano puniti severamente senza alcuna pietà.
Trapani 27.02.2010
La segreteria Provinciale
Rifondazione Comunista

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Feb232010

BELLINA ELETTO NEL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI GIOVANI COMUNISTI
Nel corso della IV Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti, che si è svolta a Pomezia, sono stati eletti il nuovo Coordinamento Nazionale e i due Portavoce Nazionali. 
Tra i giovani dirigenti eletti nel Coordinamento Nazionale figura il trapanese Francesco Bellina, già Coordinatore Provinciale in carica. “E’ necessario – afferma Francesco Bellina - per una realtà come quella trapanese, la presenza di un contatto diretto con la realtà nazionale affinché le problematiche che affliggono il nostro territorio possano essere oggetto di maggiore attenzione. 
Le mie priorità - aggiunge - rimangono le stesse che hanno caratterizzato l’impegno politico di tutti i Giovani Comunisti trapanesi: lotta alla mafia, sostegno ai lavoratori, lotta nelle scuole per i diritti degli studenti. L’ingresso nel Coordinamento, inoltre – ha concluso - non può che rendere maggiore l’impegno al fianco dei lavoratori del Call Center di Trapani e di tutti i lavoratori che ogni giorno, nel nostro territorio, vengono sfruttati dalla mafia e dal profitto”. 
Nel corso della Conferenza Nazionale, infine, è stato votato a maggioranza un Odg sulle alleanze in cui Giovani Comunisti respingono qualsiasi ipotesi di collaborazione istituzionale o alleanza elettorale con l’Udc, partito che in Sicilia, come nel resto d’Italia, rappresenta uno dei fronti più avanzati dell’internità del potere mafioso nella politica e nell’amministrazione della cosa pubblica. In un altro ordine del giorno approvato inoltre, i Giovani Comunisti si sono impegnati nella creazione di un coordinamento antimafia che abbraccia i circoli siciliani, pugliesi, calabresi e campani che operi sul territorio per la diffusione della legalità.

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Gen262010

RICORDANDO CIACCIO MONTALTO
Era il 25 gennaio del 1983. In una fredda e gelida notte, alcuni colpi di mitraglietta squarciarono il silenzio in via Carollo a Valderice. La mafia aveva colpito di nuovo. Nel mirino dei sicari, il giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto, sostituto procuratore della repubblica di Trapani. A ventisette anni da quell’omicidio i Giovani Comunisti ricordano la figura del magistrato ucciso dalla ferocia di Cosa Nostra. L’unica colpa di Montalto? Essersi avvicinato troppo alla realtà. Alle collusioni tra mafia politica e massoneria. Era andato a toccare dei fili dell’alta tensione scoperti rimanendo folgorato. Montalto, così come Francesco Taurisano, trasferito dal Csm per incompatibilità ambientale e Carlo Palermo, scampato alla strage di Pizzolungo, ha vissuto l’isolamento dentro e fuori il palazzo. Le commemorazioni sono importanti, ma da sole non bastano. I nostri “eroi” e sono tanti, troppi, dobbiamo ricordarli da vivi, diffondendo sempre di più le loro idee. In un Paese, che sembra averla perduta la memoria, è normale che un mafioso come Vittorio Mangano, ottenga la patente di “eroe” dal Presidente del Consiglio e dal suo ex braccio destro, Marcello Dell’Utri, ora condannato per mafia. Noi sappiamo che l’eroe non è Mangano. E’ normale che in questo Paese, il Presidente del Consiglio dichiari: “I magistrati sono matti . Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche”. Oggi, i giudici Antonio Ingroia, Sergio Lari, Gaetano Paci, Nico Gozzo e Giovanbattista Tona sono dei bersagli viventi. Sono a rischio attentato. Il procuratore antimafia Nino De Matteo, che sta indagando sulle rivelazioni di Massimo Ciancimino è più fortunato, è solo sotto scorta da 16 anni. Adottiamio i giudici Antonio Ingroia, Sergio Lari, Gaetano Paci, Nico Gozzo e Giovanbattista Tona. Diamo loro e alle loro inchieste la massima visibilità e sostegno. Non permettiamo che vengano dapprima denigrati, poi isolati e alla fine zittiti come accadde 27 anni fa per Ciaccio Montalto. 

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